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I 4 bot che usa Google per indicizzare i contenuti web

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spider google I 4 bot che usa Google per indicizzare i contenuti web

Premessina : Googlebot è lo spider di Google per scansionare il web.

Ma, una ricerca più approfondita del solito, mi ha portato, finalmente a capire meglio quanti e quali sono i bot (spider) che Google usa per scandagliare milioni di pagine web ogni giorno. Non poteva, infatti, essere un unico spider responsabile dell’indicizzazione di milioni di contenuti differenti fra loro.


  • Google Bot

    Questo spider è utilizzato da Google alla ricerca di nuove pagine. Si divide in due versioni. Il Deep bot cerca di seguire ogni link e scaricare più pagine possibili. Legge il contenuto nel dettaglio inclusa la struttura interna. Il Fresh bot ricerca nuovi e recetni contenuti rivisitando pagine già indicizzate alla ricerca di update particolari. Logicamente, pagine ad elevato ranking per Google riceveranno la visita del Fresh bot più spesso rispetto ad altre a ranking più basso.


  • Media Bot

    Come fà Google a piazzare annunci Adsense sempre pertinenti al contenuto visualizzato? La risposta sta in questo bot che analizza i vari contenuti e pagine in cui inserire Adsense. Solo dopo che questo spider ha visitato per la prima volta le vostre pagine vedrete comparire Adsense, altrimenti nulla. Per facilitare questo processo che, a volte, è lento, inserite nel file robot.txt file :
    User-agent: Mediapartners-Google*


  • Image Bot

    Come indica chariamente il nome, si tratta del bot usato per ricercare e indicizzare le immagini da piazzare in Google’s image search. Il ranking delle immagini si basa sul nome del file, testo dell’attributo alt, alt text, contenuti di contorno e titolo della pagina che le include. Ne ho parlato dettagliatamente qui


  • Ads Bot

    Determina la qualità degli ads da assegnare alle pagine web. Va a braccetto con il Media bot per determinare quali annunci e con quali caratteristiche di qualità inserire nelle varie pagine web.

5 utili estensioni SEO per Chrome

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Si inutisce che sto passando a Chrome vero?
Da buon profeta, vi avevo detto come Chrome avrebbe pian pianino colmato il deficit del numero di estensioni rispetto a Firefox che, comunque, resta leader ancora indiscusso come varietà di add-ons disponisibili.
Ma ogni giorno Google ne sforna di nuovi e interessanti e questa piccola lista vi dimostra, comunque, quanto appena detto. L’aspetto SEO è sempre stato trattato con i guanti dai vari browser e Chrome non è da meno.

Eccovi le migliori estensioni SEO di Chrome utili per curare e gestire questo importantissimo aspetto.

Chrome SEO

ChromeSEO 5 utili estensioni SEO per Chrome

Si tratta di una estensione molto completa per Chrome. Come intuite dall’immagine, ci permette un’analisi davvero completa in ambito SEO con tutti i vari aspetti connessi :
- Backlinks di Alexa, Bing, Google, MajesticSeo, Yahoo
- Pagine indicizzate su Google, Bing e Yahoo!
- Social Bookmark counts su : Delicious, Digg, Dmoz, StumbleUpon
- Dettagli di Dominio :  DNS, IP Address, Server Location, Whois details
ecc

Kuber PageRank Checker

KuberPR 5 utili estensioni SEO per Chrome

Questa estensione provvede a fornirvi velocemente il PageRank della pagina visitata. Se non disponibile, il tool vi mostrerà il PageRank del dominio con un prefissi ‘S’. Inoltre, volendo, potrete anche visualizzare il valore dell’Alexa rank espresso in links entranti alla pagina interessata.

SEO Quake Lite

SEO QuakeLite 5 utili estensioni SEO per Chrome

Come per Firefox, anche Chrome ha la sua estensioen SEO Quake Lite che vi mostra velocemente e semplicemente PageRank e AlexaRank della pagina web che state consultando.

SEO Quake

SEO Quake 5 utili estensioni SEO per Chrome

Vale il discorso appena fatto. Ormai anche Chrome ha la sua estensione per SEO Quake che consente di visualizzare una serie importantissima di informazioni SEO direttamente nella SERP di Google.

SEO SERP

SEO Serp 5 utili estensioni SEO per Chrome

Una estensione di facile uso e molto utile. In pratica ci indica il ranking di vari siti da noi indicati in relazione ad una keyword su Google.

Seo Browser : come i motori di ricerca vedono il tuo blog

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SeoBrowser Seo Browser : come i motori di ricerca vedono il tuo blog

Segnalazione iper veloce.

In ambito ottimizzazione pagine web per la SEO, sarebbe utile sapere come i motori di ricerca (i search bots ad esser precisi) vedono il nostro blog e le sue pagine quando lo scansionano.
Un tool efficace e di facile uso è Seobrowser.
Ecco come si autodefinisce il servizio :

SEO Browser is a fast, efficient, and comprehensive SEO analysis tool that can help you examine and understand the component parts of a Web page.

Come mostrato in figura, inserite la URL nella home del servizo e cliccate su ‘Parse URL’. Vi sarà mostrato come i bots dei motori lo vedono realmente.
Potete, quindi, cogliere l’occasione per capire se i vari tag e paragrafi sono ben chiusi e posizionati nel codice della pagina. Inoltre, se invece scegliete l’Advanced Mode, potrete visualizzare interessanti statistiche relative alla pagina : tempo di caricamento, links interni ed esterni e molte altre statistiche importanti per avere un quadro generale in ambito SEO.

Da provare!

5 directories dove trovare blogs che usano il dofollow nei commenti

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dofollow nofollow 5 directories dove trovare blogs che usano il dofollow nei commenti

Una delle tattiche SEO più utilizzate per fortificare il ranking di una specifica keyword è il commentare sui blog altrui. Ma, occorre precisare (per coloro che magari ancora non lo sanno) che, se un blog usa il tag nofollow nei commenti, l’anchor text (sul nome) non avrà nessun impatto sul ranking di quella keyword perchè quel tag indica ai motori di riceca di ingnorare quel link.

In sostanza, il vostro scopo potrebbe crollare e non esser mai raggiunto a meno di non trovare quei blogs che usano, invece, il dofollow.

Ecco, quindi, che se dovete impiegare del tempo a commentare su ogni sorta di blog sperando di incappare, prima o poi, in qualcuno che usa il dofollow, forse meglio impiegare lo stesso tempo a scovare velocemente blogs che lo usano così da andare sul sicuro.

Vi segnalo 5 comode ed utilissime directory dove trovare, organizzati per categoria, molti blogs che usano il dofollow :

Il mio consiglio, in finale, è quello di sfruttare questa opportunità lato SEO, ma di commentare, comunque, con raziocinio evitando commenti inutili e poveri al solo fine di aumentare il ranking.

Se conoscete altre directories simili segnalatele pure!

SeoQuake : estensione Firefox per webmaster e SEO per esportare links in excel

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seoquake SeoQuake : estensione Firefox per webmaster e SEO per esportare links in excel
SeoQuake è una comoda estensione per Firefox che si rivolge principalmente a webmaster e SEO eseperti che che hanno come scopo il posizionamento sui motori di ricerca di siti web. Ma non solo.
Poichè Seoquake permette di ottenere e analizzare dettagliatamente molti importanti parametri SEO, credo sia utlissimo anche per blogger poco esperti che vogliono avvicinarsi al mondo SEO oppure soltanto confrontare alcuni risultati ottenuti con quelli di blog dei competitor.
Io, che appartengo ovviamente alla seconda categoria non reputandomi un guru-SEO, sto prendendo mano con questo add-on (a breve disponibile anche per Chrome) e vi consiglio di provarlo per qualche tempo.
SeoQuake si compone di due parti. La prima è la SeoBar che mostra i valori dei parametri (personalizzabili) selezionati per la pagina che state consultando con il vostro browser La seconda, invece, calcola direttamente i parametri per i risultati della ricerca e il suo inserimento nei motori di ricerca (SERPs) per i più popolari search engine.
Inoltre, offre informazioni sulle parole chiavi che vengono cercate di più sui vari motori di ricerca.

Ma tra le varie funzionalità di questa estensione, una è davvero molto utile per un’analisi dettagliata e completa della pagina web :

export dei links (internal ed external) della pagina in un foglio excel.
export link SeoQuake : estensione Firefox per webmaster e SEO per esportare links in excel
Come mostrato qui sopra, l’export non vi mette a disposizione solo i links, ma accanto ad ognuno di loro, anche tutta una serie di informazioni interessanti per un’analisi approfondita :

- Page Rank
- Età del sito
- Link popularity
- Numero di pagine archiviate sul motore di ricerca del sito
- Inserimento eventuale su dmoz o delicious
- Se ha un file robots.txt
- Alexa Rank

e molte altre informazioni sul dominio a vostra scelta.
Questo breve video potrebbe esservi utile per apprendere ad usarlo al meglio.

Contenuti Duplicati : possibili cause e 3 tools per individuarli

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Il problema legato ai contenuti duplicati è sempre incredibilmente attuale nella blogosfera. Tanto per fare chiarezza da subito, ecco come Google definisce un contenuto duplicato :

Il termine “contenuti duplicati” si riferisce in genere a blocchi di contenuti importanti all’interno o tra i domini che sono identici o molto simili. In genere questa pratica non è all’origine ingannevole.

Se leggete la pagina ufficiale di Google dedicata a questo argomento avrete ancora una visione più ampia del tutto. Una cosa è, comunque, certa : nella maggior parte dei casi, alla base di un contenuto duplicato non vi é tentativo di truffa, raggiro o plagio, cioè si tratta di un qualcosa di involontario che nasce e di cui, spesso, non ci accorgiamo. Va da se che un contenuto scritto in italiano e tradotto anche interamente in inglese non è considerato duplicato dai motori di ricerca.

Cause di duplicazione


Occorre porre, ad esempio, attenzione alle seguenti situazioni che potrebbero essere fonte di contenuti duplicati  :


- Doppia versione (www e non www) : se il vostro sito/blog ha la doppia versione occorre gestire bene il redirect delle pagine per non avere contenuti duplicati

- Paginazione : Chi utilizza una paginazione (per articoli e commenti) forse non sa che per ogni pagina di commenti viene riproposto lo stesso articolo, lo stesso titolo per la pagina e la stessa descrizione. Per noi si tratta dello stesso articolo, ma per i motori di ricerca non è così. Senza gli opportuni accorgimenti, Google, ad esempio, considera quel post duplicato tante volte quante sono le pagine dei commenti!

- Diverse versioni della Home Page :  La vostra home page è accessibile sia con  www.site.com che con  www.site.com/index.php.

Sono solo tre situazioni, tra le più comuni, che potrebbero essere alla base di una duplicazione di contenuto.

Copia e Incolla


Accanto a quanto appena detto, esistono, invece, azioni volontarie da parte dei bloggers. Cioè, c’è chi, senza porsi troppi problemi copia e incolla sul proprio blog contenuti presi altrove. Qui non ci siamo!
Si parla, in sostanza di plagio.
Per esser più chiari ed entrare nel dettaglio di questo ultimo concetto, credo ci siano delle azioni che un blogger debba compiere per evitare un plagio vero e proprio.
In sostanza, copiare un contenuto è sempre disdicevole, ma se accompagnato da una delle tre azioni elencate qui sotto potrebbe diventare, tutto sommato, lecito e passabile.


- Chiedere il permesso : credo sia ovvio. Ti vuoi appropriare in toto o in parte di un contenuto altrui? Chiedi il permesso all’autore! Se non te lo concede e ne ha tutto il diritto….cambia idea e basta.

Link al post originale : credo sia il minimo sindacale. Un link (credit link) all’articolo di origine è sempre troppo poco, ma comunque un piccolo segnale che può far ricredere l’autore originale.

- Link e approfondimenti : credo sia l’ideale. Mi sta bene un credit link, ma sarebbe meglio una personalizzazione dell’articolo da parte del web publisher finale. Magari anche due righe, un grafico, un riassunto finale, insomma un qualche cosa che dimostra l’intervento di qualcuno e non solo un triste copia e incolla nudo e crudo che dimostra, a mio avviso, anche pigrizia mentale del blogger che lo fà.

Detto questo, ci si potrebbe chiedere come riesce, un motore di ricerca, a sapere quale sia il contenuto originale e quali i duplicati al fine di dare giusto risalto e posizione preferenziale nella SERP al contenuto di origine.
Un recente post su Taglia Blog aveva egregiamente chiarito il dilemma.

Strumenti online


Arrivando, finalmente, al sodo, eccovi 3 ottimi servizi web gratuiti che scansionano il vostro sito e vi forniscono interessanti risultati su eventuali duplicazioni di contenuti.


Virante

Virante Contenuti Duplicati : possibili cause e 3 tools per individuarli

Si tratta di un ottimo strumento online che si occupa principalmente di contenuti duplicati presenti all’interno di un sito/blog. Infatti, consente soprattutto di individuare problemi dovuti a redirect errati o non presenti, pagine identiche visualizzate con URL diverse e situazioni simili.Utile e affidabile.

Plagiarism Checker

plagiarism checker 300x161 Contenuti Duplicati : possibili cause e 3 tools per individuarli

In tal caso siamo difronte ad uno strumento che permette di effettuare ricerche utilizzando Google o Yahoo per scoprire copie di una frase o di un testo. Il funzionamento del servizio è abbastanza semplice. Questo checker, infatti, funziona semplicemente ricercando, con un motore di ricerca, alcuni stralci delle opere da noi digitate in maniera rapida ed efficiente.

Plagium

plagium 300x76 Contenuti Duplicati : possibili cause e 3 tools per individuarli

Con Plagium potrete visualizzare comodamente su un grafico i diversi risultati che hanno contenuti simili con tanto di ordine temporale in cui sono stati individuati.

Velocità di caricamento : per Google un fattore di ranking sempre più importante

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velocità caricamento 300x271 Velocità di caricamento : per Google un fattore di ranking sempre più importante
Credo che dovremo pensare seriamente ad ottimizzare le nostre belle paginette web al fine di velocizzare il più possibile il loro caricamento.
Google, infatti, sembra ossessionata dalla velocità. In un web sempre più ‘mordi e fuggi’ con consultazioni rapide e veloci, per BigG sembra inaccettabile premiare siti e blog lenti.
E allora, davvero molti indizi fanno una prova come si suol dire e la velocità di caricamento di una pagina sarà (già lo è in un certo senso) un importante fattore di ranking per il motore di ricerca più utilizzato nel web

Vediamo in dettaglio.

Articoli a Tema

Sul blog ufficiale di Google, si susseguono sempre più spesso articoli dedicati all’argomento a sottolinere quanto il team di ingegneri che sta dietro agli algoritmi del motore di ricerca sia attento a questo fattore.
Let’s make the web faster è un post ormai datato, così come Speed Matters, mentre più recente è il post dedicato ad una estensione per Chrome, Speed Tracer che Google definisce così :

‘Speed Tracer is a Google Chrome extension that enables developers to identify performance problems in their web apps using a “Sluggishness Graph,” in combination with many other metrics.’

Nel post indicato sopra è presente tanto di video dimostrazione di come utilizzare il tool.

Il Browser

Nel 2009, Chrome è stato il terzo browser più utilizzato da utenti web dopo IE e Firefox. La scalata di Google in tale settore è ben avviata e, si intuisce, non tarderà a diventare il browser più utilizzato per navigare. CNet, intanto, ha pubblicato un interessante studio che paragona le performances Javascript di Chrome con due versioni di IE, Firefox e Safari. Il risultato indica che Chrome è 5-10 volte più veloce nell’esecuzione dei Javascript nelle pagine web. Altro tassello importante, quindi.
Non è un caso, infatti, che il browser di Google surclassi gli altri concorrenti sotto questo aspetto!

Il Protocollo

Non senza suscitare clamore ed interesse, il progetto di sviluppo Chrome sta pensando di rivoluzionare e ricostruire Internet su un protocollo diverso dall’Http. Si tratta di SPDY ed è pensato per un web più veloce con il chiaro scopo di provare a colmare, in tal senso, le evidenti lacune dell’Http in termini di velocità.
Alcuni Tests iniziali, tanto per rendere l’idea, hanno dimostrato un miglioramento delle performances con SPDY fino al 50%…..e siamo solo all’inizio.

Gli strumenti

Detto sopra di Speed Tracer, anche l’introduzione di una sezione/strumento dedicato in Google Webmaster dovrebbe essere esplicativo alquanto. Google ha integrato nel suo strumento primario di gestione di un sito web da parte di un webmaster un tool che deve aiutare l’owner del sito a migliorare le performances delle sue pagine laddove esistono lacune evidenti. Anche in tal caso, l’obiettivo è ben evidente.

Last, but not least, al Pubcon 2009 di Las Vegas, Matt Cutts ha parlato davvero molto chiaro
Insomma, se vogliamo continuare ad ignorare questo aspetto, credo che avremo solo brutte sorprese.

SEO : 8 consigli per ottimizzare il tag title

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tag title SEO : 8 consigli per ottimizzare il tag title
Come ribadito più e più volte, un occhio all’aspetto SEO per il vostro blog è sempre fondamentale. Si tratta di piccoli accorgimenti, nulla di trascendentale, ma di indubbia importanza e di sicuro impatto sul traffico in entrata sulle vostre pagine web.
Oggi parlo del tag <title> che, senza dubbio, è il tag più importante al fine del calcolo del ranking di una pagina web costituendone il titolo e, quindi, quello cui dedicare più cura.
Eccovi alcune importanti verità/consigli su questo tag.




- Inserite nel titolo la parola chiave primaria : pare scontato, ma non lo è. Se la vostra chiave primaria è ‘Applicazioni Facebook‘ il vostro titolo dovrà contenerla se volete avere buone possibilità di posizionamento sui motori per quella chiave. Quindi, ad esempio, un buon titolo per quella keyword potrebbe essere : ‘Le migliori applicazioni Facebook del 2009‘.


- Posizione prominente della chiave primaria : anche se in modo marginale, il motore tiene conto della posizione della chiave primaria nel titolo della pagina per il calcolo del ranking. Secondo alcuni test effettuati, sembrerebbe che le keyword perdano importanza man mano che si allontanano dall’inizio del tag. Quindi ecco che ’Applicazioni Facebook : le migliori del 2009‘ è meglio di ‘Le migliori applicazioni facebook del 2009‘.

- Evitare il keyword stuffing : si tratta di non ripetere la keyword nel titolo per evitare che il motore lo interpreti come spam. Quindi evitare ad esempio titoli del genere : ‘Facebook : le migliori applicazioni Facebook del 2009‘.

- Il titolo ottimale : calcolando anche il fatto che Google (come altri motori) mostra solo una parte del titolo di una pagina qualora questo sia troppo esteso, per evitare ciò, la lunghezza consigliata e ottimale è di 70 caratteri (spazi compresi) e massimo 10 parole. Esiste una vera e propria tecnica chiamata Lenght Limit Push che si basa su una variabile al di fuori dal nostro controllo, e cioè la lunghezza dopo la quale i motori di ricerca “tagliano” il Title per sostituire le parole in eccesso coi classici puntini sospensivi.

- Titoli diversi : non usate mai più di una volta lo stesso titolo per pagine web diversi.

- Persuasive Copywriting : qui si esula un po’ dal discorso SEO e si entra più in ottica webmarketing. Vendetevi bene il vostro titolo in modo che attragga il lettore sempre restando in tema con l’argomento trattato nel post. Logicamente evitate frasi senza molto senso logico (solo infarcite di keywords) e con errori grammaticali.

- Maiuscole e Minuscole : poichè i motori non fanno distinzione tra parole MAIUSCOLE e parole minuscole, evitate di enfatizzare un titolo con frasi tutte maiuscole perchè non serve ain ambito SEO

- Caratteri speciali : Un modo per enfatizzare il titolo nei risultati è l’uso di caratteri speciali; non si ha la certezza assoluta, ma sembra che Google non penalizzi affatto la pagina il cui titolo contiene alcuni caratteri. Tra quelli al momento ancora utilizzabili, eccovi alcuni esempi :

  • ♬ Le note musicali (codici esadecimali da &#9833; a &#9836;)
  • ♠ I semi delle carte da gioco (&#9824;, &#9827;, &#9829;, &#9830;)
  • ♀ Il simbolo maschile (&#9794;) e femminile (&#9792;)
  • ★ Le stelle (&#9733; e &#9734;)
  • ☞ Le manine (&#9756; e &#9758;)

Sul web girano molti video in ambito ottimizzazione SEO, ma questo qui sotto è esplicitamente dedicato all’ottimizzazione del tag <title>.

Ben fatto, molto chiaro nonostante l’inglese ve ne consiglio la visione :