Il 95% dei blog è vicino alla morte : 4 possibili motivi alla base di questo stato
| Scritto in Blog, Senza categoria | Data 18-06-2009
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I dati di Technorati relativi al 2008 parlano abbastanza chiaro : 133 milioni di blog monitorati dal motore di ricerca della blogosfera e solo 7,4 milioni sono stati aggiornati negli ultimi 4 mesi. Io sospettavo che fossero tanti gli spazi web messi in piedi e, presto, lasciati morire nel web, ma queste sono cifre impressionanti. Che fanno riflettere!
In pratica, secondo i calcoli di Technorati il 95% dei blog esistenti nell’intera Internet si trova in uno stato di semicoma molto prossimo alla morte vera e propria.
Ho provato ad immaginare e a capire cosa possa condurre un blogger ad abbandonare la sua creazione e qualche spunto l’ho partorito anche basandomi su esperienze personali (piccole, ma reali e tangibili)
Guadagni effimeri
Bè, sembrerà l’ipotesi più scontata, ma è, senza dubbio, la più credibile : milioni di utenti mettono in piedi uno spazio web con la convinzione (illusione, mi permetto) di alzare tanti bei soldoni e, magari, vivere di blog. Abbastanza inesperti e superficiali da pensare che scrivere e (a volte) scopiazzare articoli altrui possa rimpinguare il loro portafoglio. Il mito del web-easy money va sfatato e tanto più è irreale quanto più tardi si decide di buttarsi su questo genere di attività.
Quei pochissimi, nel mondo, che hanno svoltato vita grazie al web lo hanno fatto aprendosi la strada anni fà quando il web era ancora pane per pochi commensali. Ora tutto è molto più difficile, la concorrenza spietatissima, i temi trattati molto sputtanati e via dicendo. Insomma, in molti (due ne conosco di persona tanto per dire) hanno capito che con un sito/blog si arrotonda solo quel qualcosina che ti ripaga la pizzetta del sabato sera. Da qui l’idea che il gioco non vale la candela e blog alla deriva.
Notorietà difficile
E chi pensava di scrivere e di essere notato da grandi editori (o addirittura testate e tv)? Altro sogno. Nulla è impossibile sia chiaro, ma questa resta una chimera se non si hanno santi in paradiso per intenderci. E’ come essere un pesciolino nell’oceano Pacifico.
Impegni
Un altro motivo frequente. Senza dubbio il più comprensibile. Ma qui apro parentesi. E’ capitato e capiterà a tutti prima o poi : impegni di lavoro,studio,trasloco o simili portano a stoppare le attività del blog per un bel periodo con il serio rischio di tornarci su svogliati e poco motivati. In primis, se scrivete cose interessanti i vostri lettori non vi abbandoneranno di sicuro. Io, ad esempio, sono iscritto a feed di blog che pubblicano un post al mese. Ma quel post vale la pena di essere atteso anche un anno! Inoltre, siamo nel 2009 ragazzuoli e Internet è raggiungibile ovunque (cellulari, chiavette ecc). Provate a sfruttare i tempi morti (mi vengono in mente gli studenti pendolari per fare un esempio) per bloggare così da non restare troppo indietro con i post.
Il blog cresce. Le visite si impennano di giorno in giorno. I lettori accorrono. Ma arriva il giorno in cui….bum : calo drastico come se tutto il lavoro fatto fino a quel momento fosse stato inutile. Così come il web non è affidabile sui guadagni, così non lo è per gli accessi. Troppi fattori concorrono affinchè un motore di ricerca prima ci porti in trionfo e poi ci snobbi incredibilente. Ma questo non deve essere motivo valido per mandare tutto all’aria e mollare. Capisco lo sdegno e la delusione, ma prima di tutto cercate di capire ed indagare sulle cause e vedrete che un motivo c’è sempre. Vi porto come esempio questo post della scorsa settimana su TagliaBlog per farvi capire come tutto può cambiare in un momento e poi tornare alla normalità.
Morale della favola : chi ha veramente qualcosa da comunicare e da scrivere, è talmente la voglia di farlo che, difficilmente, potrà essere colpito da uno dei 4 motivi suddetti!
E voi? Cosa ne pensate? Avete avuto esperienze personali?








Molto interessante il tuo post.
Gestire un blog richiede molto impegno e in cambio non offre niente di “tangibile”: sono rari i casi di ritorno economico.
Il blog e’ figlio della cosidetta “economia della conoscenza”: si nutre e si alimenta di creativita’, passione, intelletto e a chi lo gestisce regala relazioni, aggiornamento professionale, conoscenze, sintonia con la societa’ e la sua evoluzione.
Chi e’ sensibile a queste risorse, che sono puramente intangibli, non puo’ fare a meno del suo blog.
@Simon : vedo che hai centrato in pieno le mie idee! La penso proprio così anche se magari non si evince benissimo dal post.
E’ chiaro che l’optimum sarebbe unire le risorse poco tangibili di cui parli a qualche guadagno…ma questi poi son altri discorsi.
[...] Il 95% dei blog è vicino alla morte : 4 possibili motivi alla base di questo stato giovedì 18 giugno 2009 | Tratto da: http://pecciola.blogspot.com/ [...]