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S-YouTube Downloader : estensione Chrome per scaricare video da Youtube

| Scritto in Chrome, Youtube |

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download youtube videos S YouTube Downloader : estensione Chrome per scaricare video da Youtube

E pian pianino anche Chrome si sta attrezzando. E Firefox non è più così lontano. Fioccano le estensioni per il browser di Google ed è arrivata da poco anche quella che consente il download di video da Youtube.

Si chiama S-YouTube Downloader e aggiunge un link sulla menu bar per ogni video che state visualizzando sul più famoso portale di video sharing.

Cliccate sul link ed avrete il pannello delle opzioni per il download con tutti i formati disponibili in cui salvare il video (separati tra formato per pc e mobile phone).

Estensione affidabile e poco intrusiva.

Messa subito al lavoro…eh eh

6 ottimi tutorials per creare un proprio plugin su Wordpress

| Scritto in Programmazione, Wordpress |

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wordpress plugin 6 ottimi tutorials per creare un proprio plugin su Wordpress

Inutile sottolineare come uno dei valori aggiunti di Wordpress sia, senza dubbio, il vastissimo e completo mondo dei plugins.Non esiste ambito o aspetto del web non inglobato in un plugin per dare la possibilità ad utenti finali e webmasters di avere tutti gli strumenti necessari a disposizione per i loro rispettivi scopi.

L’enorme flessibilità di questa piattaforma consente, come saprete, di poter anche creare da soli il proprio plugin (così come il proprio tema, volendo) e di metterlo a disposizione di tutta la community Wordpress.

Occorre solo masticare un po’ di php, html e MySql e non esitare troppo a cimentarsi in questa attività che potrebbe essere non solo personale, ma potrebbe anche diventare un’attività remunerativa qualora lo facciate per qualche cliente.

Su Webm.ag ho scovato un ottimo elenco di 6 completi e dettagliati tutorials utilissimi a coloro che vogliono provare a sviluppare il loro primo plugin e,magari, non sanno bene da dove cominciare.

Se avete qualche link da aggiungere alla lista, non esitate!

5 aspetti da focalizzare sul tuo blog prima del Business

| Scritto in Affiliazioni, Blog |

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business blog1 5 aspetti da focalizzare sul tuo blog prima del Business

Il blog genera Business. Il Business produce soldi. Uhm, solo la seconda affermazione mi convince in pieno.

Andiamo per gradi. Non posso nascondervi che, quasi quotidianamente, butto l’occhio al mio account Adsense per verificare le (ridicole) entrate generate dal mio blog. Se vi dicessi che qualche soldino a fine mese non mi fà comodo, la crescita del mio naso bucherebbe inesorabilmente lo schermo.

D’altronde ‘pecunia non olet’ diceva Vespasiano in riferimento al fatto che nessuno disdegna il denaro. Ma da qui a farne il solo e unico obiettivo della mia attività di blogger troppo ne passa. Credo che la chiusura e l’abbandono di molti blog in rete sia dovuto proprio a questo : illusioni di guadagni alla Briatore puntualmente svanite.

Tutto ciò accade perché, alla base della nascita e crescita di un blog, ci si pone solo un obiettivo che è, appunto, quello di rimpolpare il conto in banca. Senza tener conto di tutto il resto e senza riflettere sul fatto che, allo stato attuale, 1 blog su 1000 (per esser ottimisti) raggiungerà notorietà e, quindi, potrà contare su qualche gruzzolo significativo a fine mese. Il resto vivrà per anni in quella sorta di limbo che ti consente solo di metter in tasca qualche spicciolo (da non disdegnare in ogni caso). Nulle di più.

Io, personalmente, ho pensato di puntare ad ottenere altre soddisfazioni che, ritengo, siano inizialmente molto più importanti e gratificanti per un blogger. Molto probabilmente molti non la pensano come me, ma son convinto che, se raggiunti alcuni degli obiettivi qui sotto riportati, molto probabilmente anche le entrate economiche seguiranno di conseguenza.

Commenti

Uno dei parametri più importanti per valutare la bontà di un blog. Per quel che mi riguarda, ricevere molti commenti o ricevere apprezzamenti su un articolo è sinceramente fonte di enorme soddisfazione. Saper di aver contribuito a fugare il dubbio di qualcuno, aver segnalato un servizio interessate per qualcun’altro è molto gratificante. Nel mio piccolo, ovviamente. Un post molto commentato e apprezzato non ha davvero prezzo.

Abbonati

Non c’è dubbio che si punta tutti fortemente a veder lievitare il numero di abbonati al proprio Feed. Anche fosse 1 abbonato a settimana, è comunque buon segnale che gli utenti sono desiderosi di leggervi ogni giorno. Almeno per i primi tempi, un blogger dovrebbe essere fortemente concentrato su questo aspetto.

Followers

Anche da Twitter, ormai, non si fugge. Più che da Facebook, FriendFeed e Buzz, a mio avviso. Nonostante il dilagante spam, comunque resta il fatto che un numero crescente di followers è sinonimo di blog (e blogger, quindi) che suscita interesse. Nulla è casuale su Twitter. Crescere come popolarità su Twitter deve essere motivo di orgoglio e, invece, è troppo spesso sottovalutato.

Citazioni

Son rarità. Va detto. Mi genera sempre una certa emozione quando vedo un mio articolo linkato e discusso altrove. Non parlo di aggregatori o social news, sia chiaro. In qualche occasione mi è, comunque, capitato che un mio post fosse argomento di discussione in un altro blog o in un forum. Erano presenti apprezzamenti positivi e negativi, va precisato, ma il fatto che abbia stimolato un dibattito è sinonimo di articolo interessate in ogni caso.

Apprezzamenti personali

Forse il più grande motivo di soddisfazione. C’è chi non sceglie il commento per farti un complimento. Ma la vecchia e cara email. E’ un modo per complimentarsi leggermente più intimo e sincero, a mio avviso. Nel commento ci può stare anche lo scopo primario del link senza nofollow, a pensarla male. Nella mail che ti arriva personalmente non c’è nulla se non la volontà di invogliarti a continuare così perché così sei apprezzato.

5 motivi per continuare a far meglio insomma…e chissà che, col tempo, non portino anche benefici al portafoglio?!

Un Articolo a Caso:
JavaScript Audio Interface per il tag audio in HTML5

| Scritto in Html |

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Jai Un Articolo a Caso:<br /> JavaScript Audio Interface per il tag audio in HTML5

Nella Guida Html 5 di qualche giorno fà avevo profetizzato che le applicazioni del nuovo standard sarebbero cresciute di numero con il passare del tempo. A dar supporto al mio nuovo ruolo di profeta ci pensa anche JAI o “JavaScript Audio Interface” che è uno script open source che fornisce una funzionalità stile juke-box contemplata nel tag HTML5 <audio>

Nessun immagine è sfruttata per creare l’interfaccia del player perchè tutti gli elementi grafici sono inseriti nel <canvas>  a run-time. Tutti i links presenti nella play-list possono essere customizzati tramite CSS.

JAI lavora con tutti i browser che supportano correttamente l’HTML5 e il tag <audio>. Oltre ad una playlist cliccabile, JAI fornisce funzione di  play, pause e controllo del volume.

Sviluppata da Alistair MacDonald trovate tutte le informazioni, demo e download sul sito ufficiale di JAI

Domainers non lo diventerò, ma qualche euro lo tiro fuori

| Scritto in Hosting, ServiziWeb |

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domainers Domainers non lo diventerò, ma qualche euro lo tiro fuori

Sembra proprio il riassunto del momento che stiamo vivendo nell’ambito dei domini e della loro vendita. In questo momento in un cui forse si inizia ad uscire molto lentamente dalla crisi economica, la rete si ingegna e ci si scopre aspiranti Domainers!
Nella rete e nei forum è pieno di utenti che vendono domini di qualsiasi genere, alcuni veramente allucinanti, ma vendite poche. Ecco allora il motivo di questo articolo nel quale in pochi punti cercherò di spiegare come scegliere un dominio e come acquistarlo o venderlo. Non vi darò chissà quali segreti ma vi darò le dritte essenziali per evitare di acquistare domini Reg fee o pericolosi.

A voi i punti cruciali:

Scegliere l’estensione

Alla domanda quale estensione è meglio scegliere, la risposta deve essere sempre una sola, il .com. Essendo il .com internazionale (la migliore estensione) , può interessare ad un numero maggiore di utenti e speculatori. Per quanto riguarda il mercato italiano difficilmente si riescono a tirare fuori cifre esorbitanti. Malgrado questo, un buon dominio .it può fare piacere.

Scegliere la chiave

Questo sarebbe un aspetto da approfondire seriamente, non basterebbero chissà quante pagine. I principali ragionamenti che si devono fare prima di acquistare un dominio sono prevalentemente:
quante ricerche vengono effettuate per quella chiave?
Il dominio e facile da ricordare?
Quali sono i domini competitors?
A chi può interessare questo dominio?

Domini non registrabili

Esistono molte leggi che vincolano la registrabilità e l’uso di determinati domini, come ad esempi domini formati da nomi, marchi e simili. Il consiglio è uno solo, starne alla larga!
Come vendere domini: il sito di riferimento per quanto riguarda la vendita domini è sicuramente uno, Sedo vendita domini. Sedo è il sito di riferimento per quanto riguarda la vendita e l’acquisto di domini e sicuramente ci si può fidare.
Altra strada è rappresentata dai forum, ormai sono diversi e offrono un buon punto di incontro tra domanda e offerta.

Come acquistare domini

In questo caso si possono avere prevalentemente due strade.
La prima è quella di registrare un nome a dominio nuovo. Una strada difficile da percorrere in quanto i domini interessanti liberi sono ormai pochi. La fortuna aiuta gli audaci, prima o poi una botta di fortuna capiterà pure a noi!
La seconda è quella di registrare domini scaduti. Per agevolarci stanno nascendo servizi attraverso i quali è possibile registrare domini in scadenza senza muovere un dito e a prezzi molto competitivi. In Italia, indietro come al solito, è da poco online il primo servizio backorder che stà avendo un buon successo.
Detto questo, direi che le piccole basi per scegliere un dominio da acquistare ci sono, come detto sopra sono solo alcuni aspetti e pure poco sviluppati. Adesso tocca a voi riuscire a venderlo!

Guest Post scritto da MisterX Test SEO per Pecciola

Gestire i commenti su Wordpress con WP Comments Notifier

| Scritto in Blog, Software, Wordpress |

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wordpress comments notifier Gestire i commenti su Wordpress con WP Comments Notifier

Nonostante questo blog non sia proprio invaso dai commenti (purtroppo…aggiungerei), ho deciso di provare WP Comments Notifier.

Si tratta di un’applicazione opensource per la notifica e gestione dei commenti direttamente sul desktop. Niente più controlli di notifiche via email oppure altro. Semplicemente aggiornamenti (minimo ogni 5 minuti) sui commenti che arrivano sul vostro blog con possibilità di gestirli (come intuite dall’immagine qui sopra).

Direi che l’applicazione è completa e fa bene il suo dovere organizzando di per se i commenti in tre categorie :

- approved

- pending

- spam

Tutti i commenti possono essere editati, cancellati, selezionati come spam. approvati o meno ed aperti accanto in un’interfaccia apposita per rispondere. La configurazione è davvero molto facile.

Al momento (la uso da 3 giorni) la trovo un’applicazione molto stabile e davvero priva di problemi. Unico neo : attualmente potete monitorare solo un blog.

Sviluppata in C++, è disponibile per Windows XP, Windows Vista, and Windows 7.

Gestire le eccezioni in PHP – Seconda Parte

| Scritto in Php |

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php logo1 Gestire le eccezioni in PHP – Seconda Parte

Dopo aver, nella prima parte, presentato giusto una introduzione su come gestire le eccezioni in php (blocco try-catch), proviamo a scendere più in dettaglio in questa seconda parte.

Come sempre, facciamo parlare un esempio :

<?
try {
  $var = -5;
  $var2 = -3;
  if ( $var < $var2 )
  {
    throw new Exception($var. " è inferiore a " .$var2. "<br />");
    echo "Stampa qui!!";
  }
}
catch (Exception $excp) {
  echo "Attenzione!! Trovata eccezione:<br />", $excp;
}
?>

che, se lanciato, produrrà a video il seguente output :

Attenzione!! Trovata eccezione:
exception 'Exception' with message '-5 è inferiore a -3
' in c:\programmi\php\www\err.php:7 Stack trace: #0 {main}


Si tratta di uemplice script che racchiude delle istruzioni in un blocco try. Il fatto di aver lanciato all'interno del blocco un'eccezione tramite throw, ha determinato l'impossibilità di eseguire le istruzioni seguenti che troviamo nello stesso blocco try. Ecco perchè la stampa ‘Stampa qui!!’ non compare nell’output.
Poichè abbiamo istanziato l’oggetto che appartiene alla classe Exception, tale istanza è riutilizzabile e, infatti, lo ritroviamo al di fuori del blocco di try dove diviene argomento di un'istruzione e non ne blocca l'esecuzione.

Ma la gestione delle eccezioni si basa su una serie di variabili e metodi più importanti da utilizzare nella gestione delle eccezioni. Partiamo con le variabili :

  • message: non è altro che il messaggio di errore da passare come argomento al costruttore della classe.
  • line: linea esatta del blocco di codice in cui viene generato l'errore.
  • file: nome del file PHP in cui si origina l'errore gestito tramite eccezione.

Attenzione perchè queste tre variabili sono "protette" (non potranno essere riscritte nè modificate).

Veniamo ora ai metodi :

  • getMessage(): lo abbiamo descritto nella prima parte : prende come parametro la notifica di errore che viene generata dal controllo delle eccezioni e lo invia, come parametro, al costruttore della classe di riferimento.
  • getLine(): metodo che permette il rinvio alla riga di codice in cui si verifica l'errore.
  • getTrace(): metodo che rinvia ad una tabella con le caratteristiche dell'errore.
  • getTraceAsString(): metodo che svolge una funzione similare al precedente creando una stringa con lo stesso contenuto di informazioni.

Infine va ricordato che il metodo getTrace() presenta 6 differenti elementi costitutivi :

  • file: documento in cui si verifica l'errore.
  • line: riga di codice in cui si verifica l'errore.
  • function: funzione coinvolta nell'errore.
  • class: classe coinvolta nell'errore.
  • type: modo in cui viene richiamato il metodo che potrebbe essere statico o dinamico.
  • args: argomenti passati al metodo raccolti in una tabella associativa.

Nella terza ed ultima parte vedremo, dopo aver digerito variabili, metodi e altro, come realizzare una classe vera e propria per gestire le eccezioni.

CSS- Come aggiungere un’icona prima o dopo un link

| Scritto in css |

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Il CSS ha una sintassi per i selettori che permette di riconoscere l’estemsione di un file alla fine dell’attributo href del tag <a>. Questo offre molti vantaggi, non ultimo quello di aggiungere un’icona prima o dopo la parte testuale del link.

Vediamo come. Supponiamo che vogliate aggiungere un’icona ad ogni file zip presente tramite link sul vostro blog. Il codice sarà del tipo :

a[href$='.zip'] {
/* parte dedicata allo stile */
}

Il carattere $ riesce a riconoscere l’estensione del file presente nel tag <a>.

Vediamo, ora, più in dettaglio un esempio concreto dove alcune icone di 16px x 16px  sono allineate prima e dopo un link.

a[href$='.doc'], a[href$='.docx'] {
    background: transparent url(/images/content/icon_word.gif) center right no-repeat;
    padding-right: 18px;
}
a[href$='.pdf'] {
    background: transparent url(/images/content/icon_pdf.gif) center left no-repeat;
    padding-left: 18px;
}
a[href$='.zip'] {
    background: transparent url(/images/content/icon_zip.gif) center left no-repeat;
    padding-left: 18px;
}

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I 4 bot che usa Google per indicizzare i contenuti web

| Scritto in Google, SEO |

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spider google I 4 bot che usa Google per indicizzare i contenuti web

Premessina : Googlebot è lo spider di Google per scansionare il web.

Ma, una ricerca più approfondita del solito, mi ha portato, finalmente a capire meglio quanti e quali sono i bot (spider) che Google usa per scandagliare milioni di pagine web ogni giorno. Non poteva, infatti, essere un unico spider responsabile dell’indicizzazione di milioni di contenuti differenti fra loro.


  • Google Bot

    Questo spider è utilizzato da Google alla ricerca di nuove pagine. Si divide in due versioni. Il Deep bot cerca di seguire ogni link e scaricare più pagine possibili. Legge il contenuto nel dettaglio inclusa la struttura interna. Il Fresh bot ricerca nuovi e recetni contenuti rivisitando pagine già indicizzate alla ricerca di update particolari. Logicamente, pagine ad elevato ranking per Google riceveranno la visita del Fresh bot più spesso rispetto ad altre a ranking più basso.


  • Media Bot

    Come fà Google a piazzare annunci Adsense sempre pertinenti al contenuto visualizzato? La risposta sta in questo bot che analizza i vari contenuti e pagine in cui inserire Adsense. Solo dopo che questo spider ha visitato per la prima volta le vostre pagine vedrete comparire Adsense, altrimenti nulla. Per facilitare questo processo che, a volte, è lento, inserite nel file robot.txt file :
    User-agent: Mediapartners-Google*


  • Image Bot

    Come indica chariamente il nome, si tratta del bot usato per ricercare e indicizzare le immagini da piazzare in Google’s image search. Il ranking delle immagini si basa sul nome del file, testo dell’attributo alt, alt text, contenuti di contorno e titolo della pagina che le include. Ne ho parlato dettagliatamente qui


  • Ads Bot

    Determina la qualità degli ads da assegnare alle pagine web. Va a braccetto con il Media bot per determinare quali annunci e con quali caratteristiche di qualità inserire nelle varie pagine web.